L’UMILE PATRIARCA DELLA SERENISSIMA

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Quando arrivò a Venezia, sperava che la città lagunare sarebbe stata la sua ultima tappa del lungo itinerario al seguito della Divina Provvidenza, cui aveva sempre obbedito. Ma non fu proprio così. Un treno per Roma...

Nel Concistoro del 12 gennaio 1953 Pio XII crea mons. Roncalli cardinale, e lo nomina Patriarca di Venezia, dove fa il suo ingresso il 15 marzo. I veneziani lo battezzano subito "la quiete dopo la tempesta", succedendo al patriarca Agostini, uomo austero e chiuso, asceta e infaticabile lavoratore. All'età di settantadue anni, per il card. Roncalli incomincia una nuova vita ed egli spera che sia veramente l'ultima. A Venezia ha finalmente trovato quello che ha sempre desiderato fin dal giorno della sua ordinazione sacerdotale: il lavoro pastorale immediato, a stretto contatto con i sacerdoti e il popolo.

1957 il patriarca roncalli per le strade di Venezia a colloquio con la genteAppena arrivato in sede si dedica alla visita pastorale, interrotta con la morte del predecessore, e la termina con la convocazione di un sinodo diocesano. Nei cinque anni e mezzo di Patriarcato, erige una trentina di parrocchie e incrementa l'Azione Cattolica; rende a maggior splendore la Basilica d'Oro e colloca nella cripta le spoglie dei suoi predecessori; dota di una più decorosa sede la dimora patriarcale e riordina gli archivi diocesani; è presente, con consigli e ammonimenti nei vari eventi civili, politici e culturali della città. Ritorna anche in Oriente nel 1954, come Legato Pontificio al Congresso Nazionale Mariano di Beirut (Libano), e in Francia, nel 1958, per consacrare la grandiosa Basilica sotterranea di Lourdes dedicata a San Pio X. A Venezia, che lo riporta sentimentalmente all'Oriente, continua pure il suo apostolato ecumenico, cercando i contatti con i "fratelli separati" e partecipando ogni anno all'Ottava per l'Unità delle Chiese con omelie e conferenze, che esprimono tutta l'ansia del suo animo per la questione. "La strada dell'unione delle varie Confessioni cristiane - dice coraggiosamente -è la carità, così poco osservata dall'una e dall'altra parte".

Roncalli patriarca di VeneziaA Venezia il Patriarca Roncalli lascia un ricordo indimenticabile. Il nuovo Patriarca conduce una vita modesta, senza pompa, senza barriere formali; di tanto in tanto compare per le strade e i campielli, accompagnato solo dal segretario, e fa lunghe passeggiate fermandosi a conversare con conoscenti e sconosciuti, tentando anche di esprimersi in dialettoveneziano e facendo amicizia con i gondolieri. Arrivato a Venezia, fa subito sapere che chiunque può andare a trovarlo, senza alcuna formalità, perché, dice, "chiunque può aver bisogno di confessarsi e non potrei rifiutare le confidenze di un'anima in pena". E infatti, secondo un'espressione testuale attribuita da un giornale ad un veneziano, "riceveva senza tante storie anche l'ultimo degli straccioni". Ben presto i veneziani si accorgono che dietro questa semplicità si cela un uomo di straordinaria cultura, un uomo che, come riferisce lo stesso giornale, "aveva tutta una biblioteca nella testa". Il Patriarca Roncalli infatti, cultore di studi storici e conoscitore di diverse lingue estere, ha molto viaggiato e la sua esperienza multiforme gli dà quella sicurezza che incanta tanto i dotti come gli ignoranti.

Quando lascia Venezia per il Conclave, dopo la morte di Pio XII, una grande folla l'accompagna alla stazione facendogli a gran voce gli auguri di buon viaggio e di buon lavoro. La scena è la stessa di 55 anni prima, quando un, altro Patriarca di Venezia, il Cardinale Giuseppe Sarto, parte per Roma per partecipare al Conclave; la folla forse avverte che anche questa volta il Patriarca non tornerà più a Venezia- A giudicare dall'affollarsi in massa dei veneziani per salutare il partente, si direbbe proprio di sì. Per il Cardinale Patriarca invece, come scrive il suo segretario mons. Capovilla, "la calma di sempre... Nessun documento personale con sé; nemmeno il testamento personale che altre volte, sul partire per il Libano ad esempio, o per la Spagna, aveva messo in evidenza". Il Patriarca Roncalli va a Roma tranquillo, una "parentesi" prima di tornare a Venezia, dove ormai pensa di aver trovato il luogo del suo definitivo lavoro e riposo, dopo tante peregrinazioni per il mondo. Ma la Provvidenza ha ancora una volta disposto le cose in modo diverso.

 

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