LE 8 ENCICLICHE DI PAPA GIOVANNI
Le otto Encicliche
di Giovanni XXIII, i documenti ufficiali con cui ha indirizzato il suo insegnamento
al mondo cattolico, confermano quelli che sono stati i punti fondamentali del
suo programma: rinnovamento della Chiesa all'interno e azione ecumenica e missionaria
all'esterno; grande interessamento ai problemi più vivi dell'umanità, primi fra
tutti la giustizia sociale, nazionale ed internazionale, e la pace, condizione
essenziale di ogni progresso:
• Ad Petri Cathedram, firmata il 29 giugno 1959. Contiene il
programma integrale della sua azione di Pontefice, fondato su questi tre cardini:
verità, unità e pace.
•Sacerdotii Nostri primordia, 1 agosto 1959, in occasione
del primo centenario della morte del Curato d'Ars. Tratta della santificazione
del clero e dello zelo pastorale.
•Grata recordatio, 26 settembre 1959. Dedicata al Santo Rosario,
di cui raccomanda la recita specialmente nel mese d'ottobre.
•
Princeps
Pastorum, 28 novembre 1959, è la grande Enciclica missionaria, in occasione
del 40° anniversario della prima Enciclica missionaria, la Maxiniuni illud di
Benedetto XV. Papa Giovanni manifesta accoratamente il suo interessamento per
il progresso delle missioni cattoliche e tratta soprattutto della formazione
del clero e del laicato indigeni e del necessario adattamento che la Chiesa
deve operare delle sue strutture, a contatto con popoli e culture non cristiani.
•Mate et Magistra, del 15 maggio 1961, scritta nel 70° anniversario
della Rerum Novarum. Aggiorna la dottrina sociale
cattolica,
enucleando ulteriormente "il pensiero della Chiesa in ordine ai nuovi e più
importanti problemi del momento". La risonanza in tutto il mondo fu enorme,
non solo fra i cattolici, ma fra gli stessi non cristiani; il leader Nehru la
definì, parlando al Parlamento indiano, "il documento di carattere sociale forse
più significativo del nostro tempo". In realtà la Mater et Magistra, ponendo
in primo piano il problema della giustizia sociale internazionale, cioè non
più solo nei rapporti fra le diverse classi d'una stessa nazione, ma fra tutte
le nazioni e tutti i popoli del mondo, coglie quello che è il problema fondamentale
della nostra epoca.
• Aeterna Dei sapientia, in data 11 novembre 1961, per il
XV centenario della morte di Papa San Leone I. È dedicata al problema ecumenico.
• Paenitentiam agere, 1 ° luglio 1962. Con essa il Papa chiama
tutta la Chiesa alla preghiera e alla penitenza, come mezzi per ottenere la
benedizione di Dio sull'imminente Concilio Ecumenico.
•
Paceni
in terris, dell' 1 1 aprile 1963. Può a ragione essere definita "il testamento
spirituale" del grande Pontefice. Essa ha per tema "la pace fra tutte le genti
fondata sulla verità, sulla giustizia, sull'amore, sulla libertà". Anche questa,
come già la Mater et Magi, di cui anzi rappresenta sviluppo logico, ebbe enorme
risonanza in tutto il mondo, proprio perché corrisponde a quella che è l'attesa
più angosciosa di tutti gli uomini: la pace. Rimarrà fra i capisaldi della dottrina
cattolica sul diritto internazionale basato sulla dignità della persona umana.